Film

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The Millionaire

Ho visto il film al cinematografo, il posto giusto dove vedere certi film, visto che a casa la qualità dell'immagine e specialmente del suono non è uguale. Vedendo per esempio un Matrix su DVD si perde molto, l'adrenalina non è quella che si ha nel cinema. Torniamo sul film (mica ho iniziato, in effetti). E' famoso perché ha vinto 8 Oscar quest'anno (2009), quello più importante per il miglior film. E qui dico subito che non condivido più di tanto la scelta della giuria americana.

Si tratta di una storia di un ragazzo indiano, si chiama Jamal ed è musulmano, che inizia alla sua tenera età di circa 6 anni e finisce da adulto. Il personaggio è rappresentato da 3 attori, due ragazzini ed un giovane. Il piccolino perde la mamma e insieme con fratello gira per paese facendo le varie cose per sopravvivere. Nel suo percorso incontra una ragazzina Latika che nel suo camino ogni tanto perde e cerca sempre di ritrovarla. Alla fine riesce a partecipare alla trasmissione "Chi vuole essere milionario" (praticamente uguale all'edizione italiana, la stessa scenografia e la musica) e vincere il primo premio di venti milioni di rupie. Alla fine i cattivi sono sconfitti e il suo amore si realizza. Già come l'ho raccontata qui, si vede che sono critico vero il film.

Prima parte del film mi è piaciuta molto. La scena con il ragazzino, rinchiuso in un gabinetto pubblico, che per uscire da là per ottenere un autografo dal suo attore preferito si butta nella merda, tenendo in alto la foto dell'attore che deve essere autografata, è stupenda, anche se si assomigli parecchio alle scene viste nel film "Solo a casa". La dura realtà di India, in particolare della Mombai (una volta Bombai) colpisce nel cuore, nel anima e nel cervello.

Ma la seconda parte del film mi ha lasciato freddo come una birra. Lui diventa grande, lavora in un call center, ricerca la ragazza che ama, partecipa alla trasmissione, tutte robe già viste. Qui il Bollywood e diventato proprio Hollywood, nei suoi peggiori modi, patetici e mielosi, che a me proprio non piacciono per niente. Si vede che puntavano con questo film a vincere l'Oscar e questo si capisce anche dalla scelta del regista, cioè britannico Danny Boyle, che ai suoi tempi ha fatto il famoso Trainspotting. Comunque, per essere positivi, la cosa che mi è piaciuta di più è la protagonista, da adulta ovviamente, che è una rara bellezza e vale la pena vedere il film soltanto per godersi la sua bellezza (so che mi date dello sciovinista maschile, ma chi se ne frega). Giudizio finale: 3 su 5.

Qui puoi vedere alcune scene del film.

American story X

Ultimamente spesso vedo il canale digitale terrestre IRIS, che è un canale libero, cioè gratis, di Mediaste e devo dire che spesso regala degli ottimi film a costo zero. Due domenica fa, se mi ricordo bene era il 12 ottobre 2008, ma non importa, ho visto il film American story X. Un film a me assolutamente sconosciuto, di serie B, ma molto bello. Si parla dei naziskin americani. Il fratello maggiore è un convinto naziskin, molto bravo e intelligente a tal punto di diventare un capo ed un punto di riferimento di tutta una banda di Los Angeles. A un certo punto gli capita di ammazzare due neri e finire per tre anni in prigione. La prigione lo cambia e quando esce comprende il suo errore nel passato e lascia perdere il gruppo. Il problema è che ha un fratello minore per il quale è diventato un mito e che segue le sue tracce, partecipando con una certa frequenza alle attività dei nazi. Il fratello maggiore cerca in tutti i modi di fargli capire che sta commettendo un errore e quando alla fine riesce a raggiungere il suo scopo, gli avvenimenti vanno in un'altra direzione e l'epilogo del film è tragico. 4 stelle su 5.

Ran

E' un vecchio film di Akira Kurosawa (lo visto in VHS) con il quale ha vinto l'Oscar nel 1985. Il film è inspirato sulla tragedia "Re Lear" di William Shakespeare. E' un film sul potere, sui rapporti tra genitori e figli. Il fil è molto ritmato, con un inizio molto lento, tutto al giapponese, dopodiché, nella parte centrale del film ci sono le bellissime scene delle battaglie, molto coinvolgenti. E la seconda o terza volta che vedo questo film. Sono passati sicuramente più di dieci anni da quando l'ho visto ultima volta e devo dire che mi è piaciuto ancora di più, forse perché con l'età, e qui si parla anche di questo, le cose si vedono in un modo un po' più profondo che in gioventù. Un film a cinque stelle, tutte meritate, e consiglio a tutti di vederlo.

Non è un Paese per vecchi

Ieri, 24 Febbraio 2008, ho visto al cinema il film "Non è un Paese per vecchi" e oggi ho scoperto dai giornali che lo stesso film ha vinto l'Oscar per il miglior film, e non soltanto. Anche come la migliore regia (fratelli Coen, Joel ed Ethan), migliore sceneggiatura adattata e migliore attore non protagonista. I fratelli Coen hanno già vinto un Oscar nel 1996, per un altre tanto stupendo film - Fargo. Concordo pienamente con la decisione della giuria: è un film splendido. E' un film americano, ma è diverso, come lo sanno fare soltanto loro, i fratelli Coen.

Il film è ambientato nel Texas, al confine del Messico. La fotografia e stupenda, l'azione lenta, lenta, poi esplode, ralent di nuovo... Ci sono molte scene forti (il film è vietato ai minori di 14 anni), violenti. Gli attori sono tutti stupendi, ti tirano dentro la storia. Il cattivo del film (Javier Bardem, miglior attore non protagonista, scoperto da Pedro Almodóvar), un apparente pazzo scatenato, non è antipatico, addirittura, quasi simpatico. La breve apparizione di Woody Harrelson (Chi non salta bianco è) mi è piaciuta tanto, visto che sono anche un suo grande fan. Non ti racconto la storia, vai al cinema e goditi questo bellissimo film, uno Spettacolo con la S maiuscola.